I mulini - Ascona Valdaveto

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I mulini

La storia
Alla fine del XVIII secolo, molto probabilmente per conto della Camera Ducale di Parma e Piacenza, il capitano Antonio Boccia, capitano dell’esercito Francese, spagnolo di nascita ma di chiare origini parmigiane, si avventurò nelle valli del Piacentino in un censimento dei possedimenti, in particolare i Mulini: quella che segue è la parte riguardante Ascona e Torrio.

… Le coste e la sponda destra dell’Aveto fino alla metà del letto, all’eccezione di Santo Stefano, che è sulla destra, ma dello Stato Ligure, sono appena praticabili da chi le viaggia  a piedi, poiché le strade sono fra massi ed altissimi dirupi con ripe verticali e profondissime, le quali strade per lo più non vanno fino al torrente mentre, attesa l’angustia della valle e l’abbondanza delle acque perenni, non si può trascorrere l’alveo.
Lo Stato Piacentino non oltrepassa la metà del torrente e la prima villa si è Ascona tre miglia distante da Santo Stefano, la quale è abitata da 152 anime, ed ha per confine: all’est Torrio, al sud Santo Stefano, all’ovest l’Aveto rimpetto alla parrocchia d’Alpepiana Ligure, e al nord Castagnola mediante il rio delle Fossate.
Il suo territorio è di due miglia quadrate e non ha alcun corpo di case.
Il Rio delle Fossate, che divide in parte il territorio di Ascona da quello di Castagnola, ha principio a piedi delle Pietre Sorelle al di sotto della strada mulatiera, che conduce dalla Valle della Nura a Santo Stefano e superiormente alle case di Torrio, scorre per due miglia e mezzo dal sud-est al nord ovest, e sbocca nell’Aveto nel luogo detto “la Forca”, dove si trova un mulino detto “della Forca” ossia “dei Boschi” ed in faccia ad una eminenza detta “Il poggio d’Avantino”, posto sul territorio d’ Alpepiana vicino a Vigosoprano, corpo di case di questa parrocchia.
Sulla sommità delle Pietre Sorelle, che sono rocce altissime situate tra la Crociglia ed il Monte Bocco, dicesi che vi fosse un monastero intitolato a San Siro di Ascona, del quale pochi anni or sono vedevansi ancora i fondamenti.
Lungo la sinistra del suddetto Rio delle Fossate vi sono tre mulini: il primo si chiama “dei Ferrari”, il secondo “il Mulino di Sotto” e l’ultimo ”il mulino dei Frati”, tutti situati nel territorio di Ascona.
Da questa a Torrio vi sono due miglia salendo verso la Crociglia.
Torrio numera 258 abitanti ed ha limitrofo: all’est Rompeggio, mediante i monti Crociglia e Roncalla; al sud Santo Stefano, mercè la costa del monte Moggio, all’ovest Ascona; al nord Castagnola; e al suo nord – est Gambaro per mezzo del monte Cantone. Il suo territorio è di quattro miglia quadrate e le case di questa villa sono unite.
Il Rio della Chiesa nasce sul pendio della Crociglia, scorre per due miglia e mezzo dall’est all’ovest e si perde nel Rio delle Fossate, al piede del poggio detto “Dugara”, masso altissimo tutto di granito, che sostiene la villa di Torrio. Questo territorio è assai soggetto alle frane prodotte dalle acque, che discendono dalle suddette Pietresorelle e specialmente lo devastano nei lati del soprammentovato Poggio della Dugara.
Tre sono i mulini che esistono in questo territorio sulla destra del Rio delle Fossate. Il primo chiamasi “del rettore di Torrio”, situato vicino alle case: da questo a poca distanza vi è il mulino detto “di Torrio”, indi il mulino dei Modoni o delle Campore.
Torrio e Ascona sono della Diocesi di Bobbio……

estratto da Viaggio ai monti di Piacenza, Antonio Boccia, Tipografia Editoriale Piacentina
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